Gilardino e il mercato: la salvezza passa anche da qui

di Matteo Salvetti

Archiviata la delusione di Lecce, per il Pisa è arrivato il momento di pensare alla trasferta di Cagliari. Partita delicatissima, non solo per la classifica che piange, ma anche per l’umore di tutto l’ambiente, ridimensionato dopo le due sconfitte consecutive con altrettante neopromosse e al tempo stesso spaventato dall’idea che domenica possa arrivare il terzo ko. Motivo per cui in questi giorni Alberto Gilardino ha anticipato i problemi, ergendosi quasi a psicologo di fronte ad un gruppo uscito con le ossa rotte dalle ultime prestazioni: il volto amareggiato nel post partita di Lecce è valso più di mille parole, anche Gila ha capito che se i suoi giocatori non remano tutti nella stessa direzione è impossibile restare agganciati al treno della salvezza, perché le altre corrono e soprattutto segnano, qualità quest’ultima che al Pisa manca dall’inizio della stagione. Lo dicono i numeri: i nerazzurri hanno il peggior attacco del campionato (insieme al Parma) e dei 10 gol segnati soltanto uno è stato realizzato alla Cetilar Arena, lo stadio in cui per logica il Pisa dovrebbe conquistarsi la salvezza. Numeri impietosi, che decretano Ia fine degli 0-0 e portano alla luce la penuria del reparto offensivo, nullo contro il Lecce, come in un film dell’orrore. I nerazzurri infatti non hanno creato nessuna occasione da gol in Via del mare e il gioco si è spento subito con uno sterile giro palla nel quale nessuno ha preso mai l’iniziativa di spostare un po’ gli equilibri in campo: troppo poco per una squadra con l’acqua alla gola, evidentemente vittima di quel pizzico di qualità che tutte le altre coinvolte nella lotta per non retrocedere possiedono.

E allora se il piatto è così povero occorre riempirlo con urgenza. Ormai non è più un mistero che gli investimenti fatti in estate non abbiano portato granché al livello di rendimento. Le strategie di mercato degli osservatori nerazzurri ricalcano un po’ quelle di Romeo Anconetani, alla ricerca di profili giovani in grado di stupire e di portare freschezza in campo. Un modus operandi che purtroppo per ora non ha dato i suoi frutti: tralasciando Aebischer, l’unico acquisto internazionale, e a tratti Akinsanmiro, i nuovi arrivati non hanno lasciato il segno, tra infortuni vari (Cuadrado è ancora ai box), scommesse alla Lorran, quasi mai coinvolto da Gilardino nelle rotazioni e speranze non ripagate come nel caso di Nzola. Se a questo aggiungiamo l’idea di inserire i nuovi nel blocco della Serie B nonostante il salto di categoria, il dado è tratto: il Pisa è in netta sofferenza ed è quasi un miracolo che sia ancora in corsa per la salvezza viste le rose delle dirette concorrenti. Serve allora osare un po’ di più, non solo in campo, ma soprattutto sul mercato. La situazione sportiva dei toscani impone un intervento mirato e uno sforzo economico da parte di Knaster, in particolare in attacco, reparto questo che rappresenta il vero tallone d’Achille del Pisa di Gilardino, ancora alla ricerca del miglior Tramoni e vittima delle numerose prestazioni opache di Meister e Nzola. Nelle ultime ore è emerso il nome di Valentin Carboni, ventenne argentino di proprietà dell’Inter che potrebbe lasciare Genova per sposare la causa nerazzurra. Uno spiraglio questo che verrà approfondito nelle prossime settimane e che naturalmente non esclude altri interventi per cercare di risollevare la squadra dai bassifondi della classifica. Nel mentre è il campo a parlare, con il Pisa che sarà chiamato all’ultima trasferta dell’anno in casa del Cagliari, per concludere un 2025 comunque stellare.

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