Il Pisa e la paura di vincere: per la salvezza serve un po’ di coraggio

Non era una finale, ma i punti in palio erano pesantissimi. Pisa e Verona non si sono fatte male, soltanto (purtroppo) fuori dallo stadio prima dell’inizio della partita, quando le due tifoserie sono entrate in contatto ed è servito l’intervento delle forze dell’ordine per ristabilire la calma. Calma che invece si è vista sul campo, accompagnata a braccetto dall’equilibrio e dalla classica paura di vincere, in uno snodo fondamentale per la lotta salvezza. E a pensarci bene non poteva che finire così, all’italiana, con uno 0-0 scialbo, specchio di due snervanti settimane di sosta e spia di una stanchezza fisica e mentale che soprattutto tra i nerazzurri ha offuscato la manovra offensiva.

Ci saremmo aspettati qualcosa in più: gli stessi tifosi non hanno applaudito ne contestato, perché la sensazione di stallo si è avvertita sin dai primi minuti di gioco, caratterizzati da qualche timida giocata e da tanti falli, che hanno spezzettato ulteriormente lo svolgimento della partita. Il Pisa non ha neanche provato a impensierire Montipò, soltanto un colpo di testa di Moreo finito di poco sopra la traversa ha fatto tremare la retroguardia del Verona. Dall’altra parte invece gli scaligeri qualche grattacapo lo hanno creato, e allora ci hanno pensato Albiol e Semper ad evitare il peggio. In generale però gli errori hanno avuto la meglio sullo spettacolo ed è per questo che serve riflettere attentamente su un punto: la Serie A si è forse livellata in alto ed è aumentato il già grande gap con la parte bassa della classifica? Se analizziamo Pisa Verona probabilmente sì, ma è pur vero che tra le fila dei nerazzurri si poteva e si doveva fare qualcosa di più.

Resta un mistero la panchina iniziale di Cuadrado, così come quella di Tramoni e del mai utilizzato Lorran, che avrebbero potuto dare un contributo migliore nello sveltire alcune trame di gioco. Senza nulla togliere agli altri, quando Gilardino ha deciso di far entrare il colombiano al posto di Leris qualche corsa si è intravista all’orizzonte, la timida speranza viveva ancora nel cuore del pisano, anche se la squadra ha continuato a soffrire il possesso palla del Verona e a rimanere piatta. Lo dimostrano gli zero tiri in porta da parte del Pisa, lo stesso numero dei gol segnati in casa dall’inizio del campionato. Un bottino misero che non è un dramma, ma che deve far riflettere. A volte per le grandi imprese serve anche un briciolo di coraggio.

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