Al via l’Europa League. Tra le favorite spunta anche il Bournemouth. Le Cherries di Marco Rose vantano una rosa europea e debutteranno domani sul campo della Real Sociedad.
Dopo aver archiviato la settimana della Champions, ecco che arriva quella dedicata all’Europa League. Tra le 36 squadre, comprese Milan e Juventus, animate da un unico grande sogno collettivo, spunta anche il nuovo Bournemouth di Marco Rose, alla sua prima esperienza europea di tutta la sua storia. Le Cherries sono reduci infatti da un anno straordinario, che ha visto la squadra dell’ormai ex Iraola (oggi al Liverpool) arrivare al sesto posto in classifica, a sole tre lunghezze dal piazzamento Champions, con un gioco scintillante che ha messo in crisi anche le big inglesi, tra cui il Manchester City di Guardiola, che proprio al Vitality Stadium lo scorso 19 maggio consegnò lo scudetto all’Arsenal. Di tempo ne è passato e tante cose sono cambiate in estate, non però l’entusiasmo, portato dall’arrivo di Marco Rose: l’ex tecnico del Lipsia ha portato esperienza ad una squadra di ottime qualità, che però non ha ancora trovato la sua prima vittoria in campionato.
Una rosa europea
Numeri questi che sulla costa meridionale del Dorset preoccupano fino ad un certo punto. Il Bournemouth dispone infatti di una rosa europea dotata di ottime qualità individuali. Se in attacco le Cherries possono vantarsi di avere un giocatore imprevedibile come Kluivert, devastante sulla trequarti e con la palla incollata al piede, la prima punta Evanilson è già a quota tre assist in questo inizio di stagione. Non solo, perché il mercato estivo ha portato nel Sud dell’Inghilterra altrettante pedine importanti: la prima è Antonio Silva, ex centrale del Benfica arrivato a titolo definitivo e costato circa 25 milioni di euro, mentre dalla nostra Serie A sono arrivati Alex Jimenez e Michele Di Gregorio, rispettivamente da Milan e Juventus. Nomi importanti che certificano le ambizioni europee del Bournemouth, spinto dalla voglia di stupire anche al di fuori dei confini nazionali.
Un pressing da Europa
Oltre ai nomi, ecco un’altra caratteristica che inserisce la squadra di Rose come potenziale candidata al titolo: il pressing. Non è un caso che tra le mura del Vitality Stadium il Bournemouth sia rinomato per l’aggressione alta che porta agli avversari, un pressing uomo contro uomo che conduce gli stessi centrocampisti a collocarsi sulla linea degli attaccanti, in un assedio collettivo che può mandare in tilt chiunque. Aspetto questo che le Cherries proveranno a mettere in pratica già domani sera sul campo della Real Sociedad, per cercare di arginare il tocco di palla spagnolo, il possesso dei vari Sucic e Oyarzabal e i ritmi bassi di gioco che all’Anoeta sono all’ordine del giorno.
Favoriti per la vittoria finale?
Una domanda che ai nastri di partenza tutti si sono posti. Stando alle previsioni del Supercomputer Opta, il Bournemouth sarebbe davvero la favorita del torneo, con Juventus e Milan leggermente sotto. Analisi che ovviamente dovranno essere confermate dal campo, ma che proiettano ormai questa splendida realtà del calcio inglese ai vertici d’Europa. Un attestato di stima nei confronti di un club appartenente ad una città di mare che vive di calcio e che ha tutto il diritto di non smettere mai di sognare in grande.

