di Matteo Salvetti
C’è anche il nome di Antonio Conte per il Manchester United. I Red Devils, complice un avvio disastroso di stagione, potrebbero già salutare Carrick e puntare sull’ex Napoli per riportare ordine in uno spogliatoio in grande confusione.
Non c’è fine al peggio. Il Manchester United, che un tempo era all’apice del calcio mondiale, continua ad essere attraversato da errate programmazioni, incertezze e risultati non all’altezza delle aspettative. Ogni anno per i Red Devils la storia si ripete: in estate arrivano mercati faraonici, quando invece la stagione riprende ecco le prestazioni sconcertanti e le numerose critiche. Un po’ come in una maledizione, il vampiro di Carrington che trasforma l’Old Trafford nel Teatro degli incubi, terra nella quale vige da anni un’anarchia capace di rendere felici soltanto gli ospiti.
Squadra senza regole
La sconfitta nel derby di Manchester è stato più di un campanello di allarme per il futuro dei Red Devils. Chiunque dopo l’espulsione di Foden, arrivata al 24esimo del primo tempo, si sarebbe aspettato in casa un cambio di marcia da parte degli uomini di Carrick, che non solo non è arrivato, ma anzi ha avuto un vero e proprio effetto boomerang: seppur sotto di un uomo, il City ha infatti vinto la partita evidenziando tutti i limiti dei rivali cittadini, la mancanza di intenti comuni e l’incapacità del Manchester United di essere una squadra. Lo dimostrano le prestazioni dei singoli, da Rashford a Mainoo, passando per una difesa capitanata da Maguire che in ogni stagione è il punto debole del club e nessuno è stato in grado di intervenire. Assenza totale di regole dentro e fuori dal campo, che finora nessuno ha accettato di vedere e che purtroppo per Carrick ha causato lo scivolamento della sua squadra al tredicesimo posto in classifica.
Diventare una legione
Urge un cambio di passo immediato. Non è un caso che dall’addio di Ferguson l’unico allenatore che a Manchester è stato in grado di portare un trofeo importante è stato Josè Mourinho con l’Europa League vinta a Stoccolma nel 2017. Ciò che accomuna lo scozzese al portoghese è la capacità di essere un sergente di ferro, un condottiero che non guarda in faccia nessuno e che metaforicamente è in grado di trasformare la squadra in legione, per raggiungere insieme l’obiettivo. Qualità queste che sulla panchina di Old Trafford mancano da anni e infatti i risultati sono ben visibili a occhio nudo: lo United è un gruppo fragile, con un’anima fredda e insicura, tappezzata da giocatori incompleti e impreparati per rappresentare quello che è uno dei più importanti club al mondo.
Conte l’uomo giusto
Ed ecco che entra in scena Antonio Conte. Il tecnico leccese è sempre stato desiderato in quel di Manchester per il suo modo di lavorare e non è escluso che in caso di esonero di Carrick il suo nome possa tornare di moda. Reduce dai due anni passati a Napoli, Conte si è preso volutamente un anno sabbatico per recuperare energie, ma conoscendo il suo carisma potrebbe abbracciare caldamente la causa dei Red Devils, nonostante su di lui resti vigile la Juventus. Presto per emettere sentenze, vero è che quello di Antonio sarebbe il profilo perfetto per risollevare le sorti del Manchester United, trasformando l’anarchia in legione, missione che soltanto uno come lui può raggiungere nel più breve tempo possibile.

