Caos Chelsea: Lukaku un fantasma, sprofonda anche Tuchel

Se c’è una cosa che proprio non va giù ai tifosi del Chelsea è l’atteggiamento di un giocatore che nella passata stagione ha fatto la storia e che in quella attuale sembra essersi dimenticato le nozioni elementari per scendere degnamente in campo. Anche in quel di Brighton, sulla costa meridionale dell’Inghilterra, Romelu Lukaku ha centrato l’ennesima prestazione deludente con la maglia dei Blues: surclassato fisicamente e tatticamente dal gigante Dan Burn, uno stallone di circa due metri di altezza, l’ex attaccante dell’Inter ha vissuto la partita alienandosi dal resto del gruppo, senza neanche una piccola dose di creatività, con evidenti lacune fisiche e caratteriali.

Il Chelsea non è riuscito ad andare oltre l’1-1, un po’ per demeriti propri, ma anche per la brillante performance del Brighton, che grazie al mago Potter (parafrasando la famosa saga) ogni anno regala sprazzi di bel gioco, nel segno di un idillio quasi perfetto. Tuchel, invece, pur sapendo di dover riscattare la pessima prova offerta contro il City, ha deciso nuovamente di schierare dal primo minuto Romelu Lukaku: come se non bastasse, dopo la strigliata dello scorso sabato davanti alle telecamere, il belga è caduto di nuovo nei suoi lapsus irrazionali. Tornato con la mente in quel di Manchester sponda United, sembra un lontano parente del devastante attaccante che non più di otto mesi fa assassinava con le sue galoppate le difese avversarie, realizzava una media di quasi due gol a partita e soprattutto svolgeva quel ruolo di cerniera sia in campo che nello spogliatoio, quando le cose non andavano secondo le previsioni.

Oggi quel Romelu è sparito. Persino un Burn di turno è in grado di fermarlo sulla corsa. Nell’unica volta in cui Lukaku è riuscito a scappare dalle grinfie del trapanatore inglese, si è frapposto fra lui e la porta il portiere Sanchez, rimediando l’errore sul gol dello 0-1 segnato da Zyech. Per il resto, in 80 minuti nessuna traccia di Big Rom. E questa volta però anche Tuchel ha le proprie responsabilità: se è vero che Lukaku ha l’onere di aiutare di più la squadra in fase di non possesso e in ripartenza, come può un allenatore partire con la difesa a tre, passare a gara in corso a quella a quattro e, quasi sul finale, rimodulare l’attacco scombussolando gli equilibri del centrocampo?

Sembra proprio che quando Romelu parla di problemi tattici non abbia tutti i torti. Certo, lui deve impegnarsi, però il Chelsea se è a -12 dal Manchester City e con una partita in più deve rivedere al monitor certi equilibri e non demonizzare a pieno titolo l’ex attaccante dell’Inter. Anche la difesa comincia a scricchiolare, l’unico da salvare è sempre il solito Thiago Silva, che a 37 anni continua a fare la differenza in un campionato arcigno come la Premier League. Gli altri, escludendo Kepa, stanno dimostrando lacune preoccupanti per il proseguo della stagione. Nel caos generale, che a breve scoppierà, continua la diatriba tra Tuchel e Lukaku. Un braccio di ferro forse perenne, in uno spogliatoio che comincia a perdere pezzi.

matt_99football

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