Crisi United, ecco gli errori di Solskjaer

Piove sul bagnato in casa Manchester United. Il deludente pareggio per 1-1 ottenuto all’Old Trafford contro un Everton privo dei vari Richarlison, Calwert Lewin, Coleman e Delph ha acuito ancora di più il malumore di una squadra poco edificante e nettamente in difficoltà. Gli ultimi risultati dei Red Devils, escludendo la fortunosa vittoria in Champions con il Villareal, evidenziano un’eliminazione in Coppa di Lega per mano del West Ham e un pesante ko casalingo contro l’Aston Villa. Il trionfo di mercoledì, seppur vitale per gli ottavi, non ha fatto altro che confermare la poca brillantezza degli uomini di Solskjaer: persino Rafa Benitez, con una squadra rimaneggiata dagli infortuni, è riuscito a strappare un punticino all’ Old Trafford, sfruttando a dovere le amnesie difensive dello United e gli errori, assai troppo evidenti, del suo allenatore. Che a questo giro ha rischiato (e pagato) più di tutti.

La scelta di mettere fuori dai titolari Cristiano Ronaldo per Cavani non è andata giù alla tifoseria, la quale già prima dell’inizio della partita sui social si era scatenata, perché Cr7 rappresenta la chiave di questa squadra, il faro che si accende nei momenti di buio totale. Se decidi dunque di collocarlo in panchina vuol dire che ancora una volta per via delle rotazioni hai scelto di complicarti la vita. E infatti lo United, pur avendo cominciato la gara con il giusto approccio, è calato vistosamente con il passare dei minuti; il gol di Martial su assist al bacio di Bruno Fernandes, aveva lasciato una flebile speranza, ma si vedeva lontano un miglio che dopo circa un’ora di gioco gli appoggi venivano a mancare, la solidità difensiva veniva smantellata dall’evidenza e la fatica, oltre al solito monologo nel costruire le azioni, cominciava ad annebbiare la vista. Così l’Everton ha trovato nella figura di Towsend il meritatissimo pareggio, sfruttando un docile intervento a centrocampo di Fred, che è stato subito richiamato da Ronaldo.

Sulla figura di Cristiano è stato scritto molto in queste ultime settimane. C’è chi ha denunciato un atteggiamento viziato del portoghese soprattutto dal punto di vista alimentare e chi, invece, ha evidenziato uno scarso feeling con Solskjaer. Proprio su quest’ultimo aspetto, secondo quanto trapela da fonti vicinissime al club, ci sarebbe stato un faccia a faccia vistoso tra Cr7 e il suo allenatore. Il motivo: Ronaldo per essere servito a dovere ha bisogno di un gioco più veloce e soprattutto più pungente. Ecco allora il secondo grave errore di Ole Gunnar Solskjaer, rifiutarsi ogni settimana di inserire a centrocampo Van de Beek, l’unico giocatore in rosa capace di far circolare velocemente la palla, oltre ad abbinare qualità e forza fisica in mezzo al campo. L’allenatore norvegese però sembra non sentirci, continua a preferirgli i vari Fred, McTominay, Pogba e Matic. Così facendo, rischia però di bruciare un patrimonio della società (45 milioni di euro il valore dell’olandese) e attirare l’attenzione di numerosi club, Inter e Juventus su tutti.

Ma arriviamo al terzo errore di Solskjaer, il suo essere “perdente“. Zero fino ad ora i trofei conquistati da allenatore, assai più frequenti gli inceppi nelle gare decisive, come in Coppa di lega, in Fa Cup e lo scorso anno in finale di Europa League. Un triste palmares che quando ti trovi ad allenare un club prestigioso come lo United, e in primis un gruppo di campioni, rischia di pesare sul groppone come un macigno. Decidere di lasciare Ronaldo in panchina è un atto forte, autoritario, che se fosse stato imposto da Conte o Guardiola probabilmente sarebbe stato compreso di più, vista la carriera dei due. Con Solskjaer, invece, i dubbi permangono. Perché quest’anno le scuse sono ormai finite, il processo di crescita è terminato, sono arrivati campioni e mancano inevitabilmente trofei. Meno sorrisi, più fatti. I tifosi dei Red Devils vogliono tornare a trionfare.

matt_99football

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