La settimana calcistica più triste della storia: ringraziamo la “maledetta” sosta

La prima settimana di “depressione” calcistica è andata. Adesso incomincia la seconda. Poi finalmente riprenderanno i campionati e saremo tutti più felici. Perché diciamolo chiaramente: il vero tifoso, quello che possiede l’abbonamento allo stadio, che si informa quotidianamente sulle vicissitudini riguardanti la sua squadra del cuore, che è inserito nei gruppi social del fantacalcio, non è interessato alle Nazionali. Anzi, le considera quasi come una perdita di tempo, una mazzata nelle parti basse per la sua passione sportiva e per i club, costretti a stringere tra le mani il classico cerino affinché nessun giocatore si faccia male. Da qui il termine “maledetta“, spesso usato da noi addetti ai lavori per evidenziare le due settimane calcistiche più drammatiche per questo sport, ricche (purtroppo) di infortuni e di partite che non fungono da esempio di sportività.

Ebbene, la micidiale pausa per le Nazionali in questa sua terza comparsa dopo quelle di settembre e ottobre ha regalato momenti (negativi) che ricorderemo per sempre. E’ da lunedì scorso infatti che sembra che i giocatori siano stati mandati al macello: il primo a finire in infermeria è stato Alessandro Bastoni, che dopo un allenamento con lo staff di Spalletti ha subìto un affaticamento muscolare ed è tornato subito ad Appiano Gentile, costretto a saltare Juve, Benfica e Napoli. Un brutto colpo per l’Italia, ma soprattutto per l’Inter, che adesso dovrà gestire tre partite chiave senza uno dei suoi migliori difensori. La lista però non finisce qui. Perché nel frattempo, precisamente in Turchia, il compagno nerazzurro Hakan Calhanoglu è andato incontro ad una brutta infezione respiratoria, saltando un paio di allenamenti. Per fortuna senza nulla di grave, il turco ha lasciato il ritiro della Nazionale per assistere al parto della moglie, regalando anche un sorriso ai tifosi dell’Inter. E se Florenzi sembrava aver riaperto il caso scommesse lanciato da Corona, guarda caso, nella precedente sosta, gli juventini Miretti e McKennie sono finiti ko: il primo è stato mandato a casa dall’under 21 per lombalgia, il secondo ha subito in America una tendinopatia al ginocchio sinistro. Emergenza totale dunque per Allegri, che in vista del derby d’Italia di domenica prossima, considerando anche l’infortunio di Locatelli, ha i giocatori contati. Sul finire della settimana però la turbolenza non si placa, anzi aumenta. A tremare questa volta è il Real Madrid, che venerdì ha annunciato il forfait di Camavinga e poche ore fa pure quello di Vinicius J.r, lanciando un allarme in vista dei prossimi impegni, soprattutto la sfida contro il Napoli al Bernabeu in Champions League. Ancelotti è alle prese con 9 calciatori infortunati e soli 14 giocatori convocabili in prima squadra. Non può sorridere neanche il nemico Xavi, costretto a perdere il povero Gavi, che durante l’inutile gara fra Spagna e Georgia si è rotto i legamenti del ginocchio destro e dovrà stare ai box per 8 mesi. Persino l’attaccante del Manchester City Haaland si è dovuto fermare per un dolore al piede, proprio lui che fisicamente sembra il giocatore più integro dell’intera Premier League.

Un’ecatombe sportiva. Se poi aggiungiamo l’irrispettoso 14-0 della Francia sul povero Gibilterra capiamo davvero quanto questa settimana calcistica sia stata triste e snervante. Da anni ormai riteniamo che le soste per le Nazionali siano un problema anche giuridico: un club infatti è tenuto a pagare un giocatore nel momento in cui non lo ha a disposizione? Purtroppo una risposta a tale quesito non potremmo mai averla con esattezza, basti pensare che i giocatori venivano costretti ad andare in Nazionale persino nell’era del covid, quando il rischio di contagiarsi era altissimo. Va da sé che l’unica soluzione di “protesta” dovrebbe partire dai club e dal rispetto verso i tifosi, ma soprattutto gli atleti, sottoposti ad uno stress agonistico che aumenta, si è visto, il numero di infortuni.

Il vero tifoso dunque ha passato una domenica bestiale, come cantava Fabio Concato. Non sul lago a pronunciare un dolce “ti amo” alla fidanzata ma con la clessidra sul tavolo, per provare a farla passare velocemente in ottica ripresa dei campionati. E quando vedrà la scritta “probabili formazioni”, quel vero tifoso sarà ancora più felice e spensierato. Manca ancora qualche giorno di attesa, purtroppo, per poter dire “addio” alla maledetta pausa. Ma quel giorno arriverà, nel frattempo fra i giocatori si salvi chi può.

mat.salv99

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