Guardiola, l’Italia ha bisogno di te: Maldini e Leonardo pronti a far svoltare il calcio italiano.

Buon vento, a chi oggi partirà. Non è soltanto l’augurio a tutti i naviganti, affinché le condizioni meteo siano favorevoli per la navigazione, ma è anche quello rivolto al futuro prossimo del calcio italiano. I marinai che hanno preso il timone dell’intero movimento calcistico nostrano sono niente di meno che Paolo Maldini e Leonardo, rispettivamente nuovo dt e advisor degli azzurri: una scelta, quella presa da Giovanni Malagò, che segna un punto di rottura con il passato, perchè forse per la prima volta in assoluto due campioni, entrambi ex Milan, prenderanno il possesso dell’Italia e avranno carta bianca, soprattutto nella scelta dell’allenatore.

Nei giorni scorsi infatti erano due i nomi che circolavano in quel di Coverciano. Il primo quello di Antonio Conte, tornato in auge dopo l’addio al Napoli e perfetto per riportare un po’ di ordine ad una Nazionale in totale confusione, mentre l’altro profilo riconduceva a quel Roberto Mancini che nel ferragosto del 2023 aveva dato le dimissioni per approdare in Arabia. Due nomi importanti, che però non stuzzicano a dovere. E allora, ecco la suggestione che diventa idea: Pep Guardiola alla guida degli azzurri. Non è fantacalcio, perché lo spagnolo ha sempre dichiarato di voler allenare una Nazionale e l’Italia “d’arme, di lingua, d’altare” rappresenterebbe per lui la ciliegina sulla torta di una carriera straordinaria: ma com’è possibile arrivare ad un allenatore costato al City 24,8 milioni lordi di stipendio? In questa storia la dimensione economica non c’entra, dimentichiamoci gli aiuti dalle società di Serie A. Tutto ruota attorno alle persone: da un lato lo stesso Guardiola, che ama oltrepassare i limiti del possibile come Ulisse, dall’altro il duo Maldini Leonardo, gente che di calcio capisce e che finalmente si è resa conto che cambiare le nostre credenze non è folle, è obbligatorio per stare al passo coi tempi. Poi la questione tecnica, quella che vede un’Italia trascinata da un calcio arcaico, in cui la tattica viene prima della tecnica, soprattutto nelle giovanili. Un calcio ormai tramontato, impossibile da cambiare se a sedersi in panchina sono i soliti Conte o Mancini, per non parlare di Pirlo e Pioli. Gli italiani invece sentono il bisogno di archiviare il passato e guardare al futuro della Nazionale con ottimismo, lo stesso che caratterizza la visione calcistica di Leonardo, che ai tempi del Psg ebbe l’arguzia di portare Leo Messi a Parigi, tra lo scetticismo generale. Se il Psg aveva, e ha, disponibilità economiche importanti, Leonardo ha un modus operandi capace di attirare profili alla Guardiola, per risollevare un Paese nel quale abitano intere generazioni che non hanno ancora visto gli azzurri partecipare ad un Mondiale. Un dramma che può e deve essere cancellato soltanto attraverso un’operazione esotica, gestita dai signori del calcio, quelli che toccano certi tasti e sparigliano le carte sul tavolo, gli stessi che hanno individuato in Pep il catalano magico capace di far svoltare, finalmente, il calcio italiano.

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