di Matteo Salvetti
Sono giornate pesanti in casa Napoli. Il ko di Bologna è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, sia per come è avvenuto, sia per la prestazione opaca, a tratti inesistente, dei campioni d’Italia. Antonio Conte non le ha mandate a dire e fra Dazn e la conferenza stampa si è lasciato andare all’ennesima sfuriata della sua carriera, che ha ricordato quella dei tempi del Tottenham: ” Sono preoccupato, c’è poco da dire. Non abbiamo quell’energia positiva dell’anno scorso, ma non è da oggi. Non sto facendo un buon lavoro o qualcuno non vuole sentire. Parlerò con il club di questo aspetto perché sto percependo delle cose che non mi piacciono. Io non voglio accompagnare i morti: se abbiamo voglia di rimetterci in carreggiata e cambiare il trend bene, altrimenti bisogna che ognuno si prenda delle responsabilità e io sono il primo”. Parole pesanti che suonano quasi come una sentenza e che hanno scosso l’intero ambiente. Uno sfogo, quello di Conte, che come riportato da La Repubblica è arrivato dopo il duro confronto con i giocatori nello spogliatoio, i quali già avevano manifestato il proprio dissenso per i metodi di allenamento duri e per la gestione del lavoro durante la settimana. La prestazione di Bologna ha rappresentato forse il giusto epilogo, fotografando una squadra stanca, sfiduciata, slegata, in altre parole un gruppo di uomini che sembra non aver mai indossato la stessa casacca. Nonostante le tensioni, il sergente Antonio è andato avanti per la sua strada, contro tutto e tutti: i metodi non sono cambiati in settimana e non cambieranno, così come i carichi di lavoro, perché i dettami di Conte sono sempre stati quelli, corsa e intensità, da allenare nei giorni antecedenti la gara a qualunque età, piaccia o non piaccia. Così, nella polveriera post Dall’Ara è dovuto uscire dal guscio pure De Laurentiis, il quale schieratosi dalla parte del suo allenatore ha ribadito la centralità di Antonio nel progetto Napoli e l’onore di avere al suo fianco un professionista del suo livello: parole che però non hanno prodotto alcun effetto, le tensioni rimangono e sono profonde, soprattutto all’interno dello spogliatoio.
Nelle scorse ore hanno fatto discutere le sorprendenti dichiarazioni di Branislav Jarusek, agente di Stanislav Lobotka, poi rettificate in un’intervista a Radio Crc, ma i rapporti tra Conte e i nuovi arrivati sono tutt’altro che idilliaci: il primo nodo è rappresentato dall’olandese Lang, che all’indomani del 6-2 sul campo del Psv ha avuto da ridire sullo scarso minutaggio disputato fin qui, oppure gli screzi passati con De Bruyne, il vero talento di questo Napoli che complice anche l’infortunio sta trovando difficoltà nel comprendere certe scelte dell’allenatore. Insomma, situazioni spinose che si aggiungono agli ignoti colpevoli di costringere il tecnico leccese ad “accompagnare il morto“, forse giocatori ormai orfani di quella grinta e voglia di stupire che possedevano nella passata stagione. E allora come se ne esce? La soluzione potrebbe passare dal tanto atteso vertice con la società, che stando alle ultime indiscrezioni dovrebbe disputarsi all’inizio della prossima settimana. Una riunione utile per capire come migliorare le criticità emerse e come uscire da un momento difficile tutti insieme, senza pettegolezzi o rancori passati. Non solo, l’incontro riuscirà forse a sciogliere il dubbio che in molti si sono posti nelle ultime ore riguardante il futuro dello stesso Conte. Esistono ancora le condizioni per andare avanti insieme? Ad oggi non ci sono segnali di rottura, ma conoscendo il soggetto non si escludono sorprese come ai tempi del Tottenham.

