di Matteo Salvetti
Questa volta il passivo è più pesante. Finisce 0-3 per il Como in una Cetilar Arena ammutolita, con il Pisa che comincia l’anno tra le mura amiche come peggio non si poteva: nonostante la solita buona prestazione per un’ora di gioco, i nerazzurri ricadono sempre negli stessi errori, si sgretolano dopo il primo gol di Perrone, sprecano quando arrivano vicini alla porta e lasciano dilagare il Como sul finale della partita. Un punteggio severo che conferma un film già visto durante tutta la stagione, sotto gli occhi questa volta del nuovo acquisto Durosinmi, presente in tribuna. Chissà che cosa avrà pensato il nigeriano, chiamato ad una vera e propria impresa e a sfatare il tabù dei gol in casa, visto che il Pisa è l’unica squadra in Europa ad aver segnato una sola rete di fronte al suo pubblico.
Numeri impietosi che il Como ha portato alla luce: purtroppo per i nerazzurri, la sfida con Fabregas è stata la prova regina per confermare l’errata strategia di mercato portata avanti nella campagna estiva. In questo girone di andata il Pisa ha confermato infatti di avere un organico inadatto per affrontare la Serie A: non per mancanza di impegno o di sacrificio da parte dei giocatori, piuttosto per le scarse qualità tecniche di chi c’era e di chi è arrivato. Affrontare la massima divisione con il blocco della scorsa stagione è stata sicuramente una mossa esotica, priva però di quel pizzico di realismo che a giugno avrebbe dovuto scattare nella testa di Corrado e dei suoi collaboratori: perché, quando affronti partite come queste, l’attestato di stima vale quanto un due di picche, servono forza ed esperienza per sopravvivere fino al fischio finale. Qualità che il Pisa attualmente non possiede e non è neanche arrivata dal mercato: acquistare Cuadrado (infortunato da due anni) e Albiol (a fine carriera e anche lui ai box) si è rivelato un vero e proprio buco nell’acqua, così come azzardati si sono rivelati i vari Lusuardi, Denoon e Lorran, forse l’unico dei tre che meriterebbe più spazio e che Gilardino continua ad inserire quando ormai la partita è già compromessa.
Un capitolo a parte lo rappresenta Nzola: dopo la pessima prestazione contro il Parma, nella quale fu addirittura espulso, l’angolano si è ripetuto oggi, facendosi addirittura parare il rigore da Butez e tenendo tra i piedi pochissimi palloni. “Deve capire cosa vuole fare della sua vita calcistica“, queste le dure parole di Gilardino nei suoi confronti. Sfogo comprensibile, se analizziamo le recenti prestazione di Nzola, ma purtroppo per il Pisa il problema va oltre il singolo e riguarda anche alcune scelte arrivate dalla panchina, su tutte il cambio Tramoni Moreo all’ora di gioco, quando il corso sembrava l’unico giocatore tecnico in grado di mettere in difficoltà la retroguardia comasca. Da quel momento infatti i nerazzurri sono scomparsi dal campo, con il Como che ha legittimato la vittoria in pochi minuti. E torniamo così al nodo mercato: Gilardino ha lasciato intendere che ci sarà un confronto con la società e da qui, forse, capiremo se Corrado e soci saranno in grado di rimediare ai danni compiuti nella finestra estiva. La sensazione, confermata dal campo, è che Durosinmi non possa bastare. Servono interventi seri e in fretta, prima che sia davvero troppo tardi.


