Dopo la conquista della Supercoppa di Germania, il Bayern Monaco inaugura al meglio la nuova stagione di Bundesliga. A farne le spese il povero Lipsia, vittima sacrificale dei predatori bavaresi, che con tre gol per tempo rifilano uno schiacciante 6-0 (tripletta di Kane) e un gioco scintillante, frutto di un possesso palla non sterile ma diretto a far male alla difesa avversaria in qualunque momento. La versione tennistica di questo Bayern, condizionata anche dalla doppietta di Olise e dal primo gol in Bundesliga di Luis Diaz, è la risposta a tutti coloro che immaginavano i bavaresi con la pancia piena, già virtualmente campioni di Germania. Non è così e la storia del Bayern lo dimostra: gli uomini di Kompany sono tutt’altro che sazi, e ammesso anche lo fossero, continuerebbero a giocare le partite come se il risultato fosse in parità, perché nulla può essere lasciato al caso. Ecco che allora diventa impossibile annoiarsi, il gol all’Allianz Arena può davvero arrivare da un momento all’altro.
E il Lipsia ne sa qualcosa. Se analizziamo però tutti e sei le marcature dei padroni di casa, la costante sta in una sola parola: verticalità. Termine questo che nel calcio ha un valore importante e conoscendo Vincent Kompany non c’è da stupirsene, ma se un anno fa di questi tempi i dubbi sul tecnico belga (fresco di retrocessione al Burnley) erano molti, adesso la squadra è in sincronia perfetta con i dettami dell’allenatore: Kane agisce quasi da trequartista, Olise attacca bene la profondità ed è arrivato inoltre un giocatore come Luis Diaz che nello stretto è imprendibile, senza sottovalutare gli altri. Allo strapotere offensivo aggiungiamo un centrocampo guidato da Kimmich, che sul 6-0 ha urlato in faccia ad Upamecano per una splendida chiusura difensiva, e una difesa che si è regalata dal mercato Tah e resta guidata da un monumento come Neuer, l’anima di questa squadra.
Insomma, se il Bayern non è una macchina da guerra, poco ci manca. Oltretutto, rifornita da una condizione atletica straripante, considerando che i bavaresi sono reduci dal Mondiale per Club che ha prosciugato risorse, come a tante altre squadre. La sensazione però è che da quell’eliminazione con il Psg dello scorso cinque di luglio sia nata una convinzione, un patto di alleanza fra giocatori e staff tecnico, traducibile nella consapevolezza di poter mettere in difficoltà chiunque e diventare lo spauracchio d’Europa. La strada è quella giusta, nessuno in Premier e in Liga (in attesa della Serie A) sta meglio del Bayern ed è sereno più del Bayern, motivo per cui il 6-0 rifilato al Lipsia è un monito cui occorre prestare molta attenzione: il Bayern ha lanciato l’attacco, l’Europa è avvisata.

