Vittoria da scudetto: ora l’Inter può salutare Milan e Juve

Un solo tiro nello specchio della porta, quello di Milan Skriniar che al 54′ capitalizza una mischia furibonda nell’area di rigore, trafiggendo Sportiello all’angolino basso, facendo respirare di gioia i suoi compagni e portando l’Inter nuovamente in fuga sulla vetta della classifica. Ora i nerazzurri volano in cielo come le aquile e fanno davvero paura alle altre: il rito di passaggio è stato superato da grande squadra, con un pizzico di fortuna ma con quell’istinto predatorio che era mancato per lunghi tratti della stagione. Antonio Conte ha potenziato il fortino con una secca e sonora difesa a cinque in stile cholista, e i risultati si stanno vedendo nell’immediato: la mentalità aggressiva che era la sua arma vincente è riuscito a trasmetterla all’intero gruppo, che adesso può festeggiare all’unisono il +6 sul Milan e il +10 sulla Juventus, in attesa della sfida che Pirlo dovrà disputare contro il Napoli.

Che sarebbe stata una delle partite più difficili della stagione lo sapevano tutti: l’Atalanta arrivava a San Siro con il quarto posto a distanza di un solo punto e con il vento in poppa visti gli ultimi risultati. Anche a questo giro la banda di Gasperini non ha sfigurato, anzi, avrebbe meritato almeno il pari per le occasioni create soprattutto nel secondo tempo. L’Inter ha disputato una partita sofferta per lunghi tratti, tenuta in vita grazie alla compattezza difensiva e al fenomeno che ha in porta. Soprattutto nei primi 45 minuti, infatti, i nerazzurri hanno pagato più volte la pessima prestazione in interdizione di Vidal, lanciato nella mischia da Conte per far rifiatare un po’ Eriksen. Per fortuna dell’Inter ci ha pensato il solito Handanovic ad evitare il peggio, con un mezzo prodigio in stile pallavolistico che ha ricacciato in gola l’urlo vittorioso sul colpo di testa di Zapata. Curioso che pochi istanti successivi, sempre sugli sviluppi da corner, sia stato Marcelo Brozovic a salvare sulla linea, questa volta su Djimsiti. Ennesima dimostrazione di come ci sia un’ Inter con e senza Vidal. Se la partita non ha raggiunto le occasioni che ci saremmo aspettati almeno nella prima parte di gioco, è pur vero che il cileno è stata l’unica nota negativa della serata. Che cosa gli succede? Di occasioni ne ha avute, il problema è che non ha mai inciso.

Conte lo conosce sin dai tempi della Juventus e forse non si sarebbe aspettato un rendimento altalenante. Eppure, le statistiche parlano chiaro: nel momento in cui lo ha tolto per inserire Eriksen, il principe di Danimarca ha battuto il corner che dopo quell’intensa mischia all’interno dell’area di rigore ha portato Skriniar a segnare il gol nell’unico tiro della serata. La casualità spesso è cruenta e non lascia scampo, soprattutto quando il giocatore ritenuto da molti involuto fino a qualche settimana fa improvvisamente si trasforma nel normalizzatore che serve per sconfiggere una bestiaccia come l’Atalanta. Il secondo tempo, comunque, ha visto in campo solo la Dea: Gasperini le ha provate di tutte per vincere, inserendo Ilicic e chiedendogli di allargare il gioco, oppure facendo entrare Muriel al posto dell’infortunato Zapata per attaccare meglio la profondità. Non c’è stato niente da fare, la SDB (Skriniar-De Vrij-Bastoni) ha retto con le unghie e con i denti, come l’eterno Handanovic che ha salvato con i piedi l’unico vero tiro in porta provato dai bergamaschi.

Anche i cambi effettuati da Conte hanno fatto capire il rispetto che l’Inter ha tenuto per tutti i novanta minuti nei confronti dell’Atalanta. Escludendo la scelta azzeccata di Eriksen per Vidal, il tecnico nerazzurro ha tolto per la prima volta persino Brozovic, inserendo Gagliardini per metter su un po’ di legna nel camino. Poi è stata la volta di Sanchez per Lautaro, autore di una splendida partita di sofferenza, tallonato a più riprese da Romero e da tutta la retroguardia atalantina. Proprio il Toro è stato quello capace di reggere l’attacco, a differenza questa volta di Lukaku, in versione Manchester viste le numerose incertezze sulla corsa e sulla prontezza per colpire a rete. Nonostante i due contropiedi falliti miseramente nel primo e nel secondo tempo, il belga per Conte è insostituibile. E infatti gli ultimi due cambi sono stati giocati sulle fasce, dove Hakimi e Perisic sono stati sostituiti per far entrare Darmian e D’Ambrosio. Così l’Inter si è trincerata dietro, senza lasciar spazio ai vari Gosens e Muriel, per citarne solo due. Il gioco che aveva fatto Gasperini all’andata con l’inserimento della difesa a quattro a questo giro non ha funzionato, anzi, l’Inter sfruttando Barella e proprio il neo entrato Sanchez è riuscita a spezzettare la partita e a conquistare un risultato vitale per la corsa scudetto.

Come volevasi dimostrare, i nerazzurri sono la squadra più forte del campionato. Adesso avranno addirittura una settimana per preparare al meglio la prossima partita contro il Torino, da non sottovalutare visto la zona in cui si trovano i granata, impelagati nella lotta per non retrocedere. Finali su finali, conoscendo Antonio Conte per lui è meglio così. Vuole riportare l’Inter a vincere e soprattutto desidera togliere il dominio alla Juve, che dieci anni fa aveva creato lui stesso. E ce la farà, perché la sua squadra è la più forte. E la più matura.

@matt_99football

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