Gli occhi che brillano di gioia e il ricordo di chi non c’è più: il gol di Tourè è lo specchio di un’intera città

Chiamatela pure pisanità. La notte di venerdì 7 novembre passerà alla storia per un canto collettivo che suona Pisa, inaugurato dal duo musicale de “I Gatti Mèzzi“, impreziosito dal tifo insistente della Curva Nord e coronato dall’incornata di Idrissa Tourè, l’uomo che ha spazzato via la maledizione del gol alla Cetilar Arena e ha fatto gioire i nerazzurri per la prima volta in Serie A dopo 34 anni. In mezzo potete mettere ciò che volete: la compattezza di Caracciolo e Canestrelli, le parate di Semper, la voglia di stupire di Akinsanmiro, la carica di Gilardino. Il tema è libero, come le emozioni. Perché, quando al 75′ il neo entrato Matteo Tramoni ha imbastito la lunga progressione che ha portato all’assist verso il compagno Tourè il tempo si è come fermato, ogni tifoso ha vissuto l’attimo con la felicità di un bambino, e ogni bambino come la prima volta nella vita, che non si scorda mai, resterà per sempre. Gli occhi che brillavano di gioia, il ricordo per il grande Simoni che nella sua eleganza si sarà fatto una risata tra le stelle, un colpo di testa, quello di Idri, che ha unito due generazioni portandosi dietro passione, furore, speranza, voglia di segnare e di vincere a tutti i costi una partita così.

Di corto muso, direbbe Allegri. Merito di un Pisa che ha saputo soffrire quando la Cremonese attaccava con tanti uomini, ma soprattutto di un gruppo che dall’essere un po’ contratto si sta sciogliendo con il passare delle giornate, basti pensare allo stesso Tramoni, entrato con il giusto atteggiamento e decisivo nell’azione che ha portato all’1-0. Ancora una volta grande protagonista è stato Adrian Semper, che con almeno tre interventi ha salvato i compagni ed è stato supportato a dovere da Caracciolo e Canestrelli, i marinai che nella tempesta non si sono scalfiti ma hanno danzato tra i fulmini, annullando Vardy insieme anche ad Aebischer e Cuadrado, il primo sempre concentrato in mediana, il secondo impegnato nell’uno contro uno con Barbieri, uno dei duelli più belli della gara. Alla fine ci ha pensato Tourè a risolvere i problemi, ma la colonna portante dei nerazzurri non sembra essere quella di una squadra spacciata, bensì di un gruppo compatto che vuol mettere in difficoltà chiunque. La precisione negli ultimi 25 metri resta il tallone d’Achille del Pisa di Gilardino, ma solo il tempo confermerà se la vittoria di ieri potrà significare o meno la svolta della stagione. Di sicuro resta l’emozione, quella mai verrà cancellata.

Con ardore ti sosterremo e alla vittoria ti porteremo“: aveva ragione la Curva Nord, i tifosi lo sentivano nel profondo che sarebbe finita così e il caso ha voluto che a regalare la prima gioia casalinga siano stati proprio i due eroi della passata stagione, il rinato Tramoni e il devastante Toure, lo specchio di una città intera.

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