Avete presente l’ultimo singolo di Annalisa? Si intitola “Esibizionista” e viene trasmesso a ruota libera da tutte le radio. Un titolo, quello scelto dall’artista ligure, che fotografa in pieno l’atteggiamento di Antonio Conte, apparso visibilmente frustato dall’eliminazione del suo Napoli in Coppa Italia per mano del Como. Non è di certo la prima volta che l’ex ct si lascia andare di fronte alle telecamere quando il risultato non è a lui favorevole; tutti ricorderanno la famosa battuta ai tempi della Juventus sull’impossibilità di sedersi a un ristorante da 100 euro con soli 10 euro in tasca, oppure le sfuriate sulla panchina dell’Inter, per non parlare della lotta verbale senza quartiere a Londra sponda Tottenham. Insomma, Conte è sempre stato questo, in scioltezza.
Ma ieri, 10 febbraio 2026, l’istrione leccese ha dato vita ad una nuova versione di sé: l’esibizionista. E’ accaduto in conferenza stampa, quando Conte forse stravolto dalle domande dei giornalisti sulla partita e sull’arbitraggio si è esibito in un plagio di mourinhiana memoria: “Due anni, Scudetto e Supercoppa. Quindi d’ora in avanti farò sempre il segno 2 a ogni conferenza e poi elenco le squadre che hanno fatto, come diceva un allenatore, zero titoli“. Citazione questa che si è rivelata subito un grosso boomerang, perché il personaggio chiamato in causa, Josè Mourinho, realizzò con l’Inter un Triplete e colleziona tuttora un record nella storia del campionato italiano, essendo i nerazzurri ancora l’unica squadra d’Italia ad aver vinto in una stagione campionato, Coppa Italia e Champions League. Quel 22 maggio 2010 viene giustamente ricordato come la ciliegina sulla torta del miracolo, a differenza invece di uno scudetto conquistato giocando una partita a settimana e una Supercoppa Italiana.
Piuttosto sarebbe interessante chiedersi come mai dopo un mercato estivo importante, il Napoli è arrivato trentesimo in Champions, ha un ritardo di 9 punti dalla vetta della Serie A ed è fuori anche dalla Coppa Italia. Ci ha provato il povero Massimo Mauro, amico dello stesso Conte, a chiedere delucidazioni sui numerosi infortuni e a stuzzicare un po’ la cazzimma di Antonio di qui a fine stagione, ma la risposta di Conte non c’è stata, a differenza invece dell’ufficio stampa del Napoli che ha iniziato ad urlare “Dobbiamo staccare, dobbiamo chiudere“. In altre parole, tutti ridicoli. Tranne l’esibizionista. Che continuerà a dare le colpe al calendario, gli arbitri, la pioggia o le assenze, ma è probabile che qualche responsabilità la possieda anche lui.

