L’Inter ha (solo) il portiere del futuro: disastro Bisseck e rigori horror, il Bologna è meritatamente in finale

di Matteo Salvetti

Alla fine aveva ragione Chivu. Inter e Milan non meritavano di stare a Riyad, Bologna e Napoli decisamente si. Ad esprimere la sentenza definitiva è stato ovviamente il campo, con i rossoneri che sono stati sconfitti dagli azzurri e i cugini che si sono arresi soltanto ai rigori, calciati come in un film dell’orrore. Così la finale di lunedì (ore 20.00) sarà quella più giusta, di nuovo il duello Conte Italiano, che poco più di un mese fa aveva aperto la crisi del Napoli in campionato.

Chi invece è attualmente in crisi di big match è l’Inter, in vetta alla Serie A ma in piena astinenza di vittorie nelle partite che contano; gli uomini di Chivu ricadono sempre negli stessi errori, peccano di presunzione e non danno mai la sensazione di essere una squadra unita. Neanche quando dopo due minuti di gioco trovano il vantaggio con una splendida azione targata Bastoni Thuram, un gol che avrebbe potuto ghiacciare la partita e l’umore del Bologna, che aveva incominciato malissimo la serata. Tutti si sarebbero aspettati una sfida già indirizzata, ma i nerazzurri da due anni ormai sprecano e regalano: un po’ come se l’estasi di aver superato il primo ostacolo si scontrasse con la paura di vittoria, un morbo che non sembra uscire dal ventre di Lautaro e compagni. E così se Thuram aveva capitalizzato in una mezza rovesciata un assist al bacio di Bastoni, ecco di nuovo il Bisseck della disperazione a regalare l’ennesimo rigore per fallo di mano agli avversari. Precisamente al minuto 31 del primo tempo, quando il tedesco, probabilmente sbilanciato nel tentativo di anticipare Castro, tocca la palla con l’avambraccio e costringe Chiffi a fischiare e ad assegnare il penalty a seguito dell’On Field Review. Un tentativo, quello di Bisseck, totalmente inutile e fuori tempo, che va a macchiare una partita in cui il centrale tedesco è stato il migliore della retroguardia nerazzurra, a differenza dei vari Bastoni e Luis Henrique, quest’ultimo presente in campo ma notato da nessuno.

Nonostante l’1-1, segnato da Orsolini, l’Inter ha provato comunque a fare la partita. Purtroppo per gli uomini di Chivu la sensazione è stata quella di una squadra spenta, imprecisa, basti pensare ai numerosi cross sbagliati da Dimarco, le sbracciate di Barella, le mancate finalizzazioni di Bonny e Thuram. Un problema che forse per la prima volta nella stagione ha innervosito ulteriormente i giocatori, su tutti lo stesso Chivu che ne ha cambiati tre in una volta (dentro Lautaro, Frattesi e Diouf) ma non è mai riuscito a portare la partita dalla sua parte. Neanche con i rigori, calciati in maniera inaccettabile dai nerazzurri: resteranno nella memoria di Riyad il tiro di Bastoni e il passaggino di Bonny, ma anche il bolide di Barella, totalmente improvvisato, mentre tra le fila del Bologna il perfetto rigore al sette di Immobile, che non ha lasciato scampo a Martinez.

Già, Martinez. In arte Pepo. Chiamato in causa per la seconda volta dopo il terribile incidente dello scorso ottobre, il portiere spagnolo è stato il migliore in campo dell’Inter. Oppure, se preferite, l’unica nota lieta della serata araba: sicuro con i piedi, decisivo nelle uscite basse e alte, determinante soprattutto al minuto 91, quando ha negato a Fabbian il gol vittoria con una parata fantastica. Se i nerazzurri hanno incassato l’ennesima delusione della stagione, hanno trovato almeno il portiere del futuro. Perché Martinez era l’unico a tenerci davvero, come quel “vamos” iberico urlato al cielo dopo il rigore parato, in una notte che poco dopo lo avrebbe visto uscire deluso per non aver raggiunto la finale. E non è un’esagerazione affermare allora che Chivu devrà ripartire proprio da qui, dando fiducia ad un ragazzo che ha passato un momento tremendo come pochi nella vita e che ama l’Inter più di tanti altri che scendono in campo con continuità.

Scre

Lascia un commento