La prestazione di Matteo Tramoni a Udine non è passata inosservata. Nel momento più critico della stagione, l’attaccante corso ha vestito il mantello del supereroe, trasformando le critiche in applausi a scena aperta: lo splendido gol all’incrocio che ha portato avanti i nerazzurri è soltanto la ciliegina sulla torta di una gara giocata ad altissimo livello, un urlo di liberazione nei confronti di chi lo dava già con la valigia in mano. Perché, com’è noto, il Palermo dell’ex Inzaghi è stato sulle sue tracce, ma il Pisa si è sempre stretto attorno a Tramoni, rimanendo fiducioso sul fatto che prima o poi il ragazzo avrebbe tirato fuori il suo talento anche in Serie A. Purtroppo per lui la stagione non è cominciata nel migliore dei modi: relegato in panchina in più di un’occasione, Matteo è stato lanciato nella mischia da Gilardino soltanto saltuariamente, quasi nella speranza che potesse succedere qualcosa in attacco, come quando da un suo cross è arrivata l’unica rete casalinga del Pisa.
La mancanza di continuità è stata una ferita profonda per il corso, ma il gol e l’assist per Meister in quel di Udine potrebbero cambiare le sue sorti. Persino Gilardino in conferenza stampa ha “blindato” il suo attaccante, tirando in ballo il caffè prima della partita e facendo intuire che i due si sono parlati a lungo in questi giorni. Un colloquio costruttivo, senza maschere, nel quale è emersa la totale sincerità e finalmente la voglia di tirare fuori dall’animo quella forza che ciascun atleta possiede nel proprio io, soprattutto quando le cose non girano per il verso giusto. E Tramoni ne sa qualcosa, lui che dall’essere il paladino sotto la Torre era diventato per qualcuno addirittura un peso, un giocatore inadatto alla massima serie sul quale bisognava ricredersi in negativo. Tesi questa smontata dal campo: Tramoni è vivo mentalmente e fisicamente, grazie anche ad uno spogliatoio popolato dalle vecchie guardie che si sono strette attorno al loro compagno di squadra e come una grande conchiglia hanno cercato di produrre un filamento per isolare il granello mediatico difettoso. E così come la perla nasce da una lacrima della conchiglia, la speranza di Gilardino e compagni è che la disperazione di Tramoni per una stagione sin qui maledetta possa rappresentare adesso l’arma perfetta per un girone di ritorno coi fiocchi. Le premesse ci sono tutte e la fresca aria di Udine ha avuto il giusto effetto: il Pisa si aspettava infatti un segnale dal giocatore che è puntualmente arrivato, adesso la differenza starà nella continuità e anche in un pizzico di buona sorte.
di Matteo Salvetti

